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Disturbi
relazionali

Le relazioni interpersonali possono essere fonte di grande benessere nella nostra vita, ma molte volte apportano anche molto disagio e da ciò ne consegue una forte sofferenza. I problemi relazionali riguardano l’interazione tra noi stessi, gli altri e il mondo. Queste tre entità sono interconnesse tra loro ed è impossibile evitarle. I problemi relazionali emergono sostanzialmente dalla difficoltà percepita di gestire armonicamente questi tre aspetti. Il concetto di relazione rimanda inoltre a quello di comunicazione, quindi possiamo affermare che i problemi relazionali sono strettamente connessi al comunicare. Tutto ciò che accade nella relazione con gli altri viene regolato, infatti, dalla comunicazione.


Disturbi relazionali

Disturbi relazionali


Che cosa sono?

Tutti abbiamo percezioni soggettive delle persone e della vita in generale che si basano su quegli aspetti delle situazioni che rientrano in categorie per noi particolarmente significative. Nelle relazioni di coppia e nei rapporti familiari le percezioni si riferiscono al modo in cui interagiamo con partner o familiari e a come li percepiamo nel corso delle interazioni. Quindi poiché le percezioni determinano il modo in cui ci comportiamo con le persone, spesso influenzano altri pensieri, quali le attribuzioni e le aspettative le quali possono a loro volta influenzare le percezioni e modificarle.

Di conseguenza le percezioni sono suscettibili di cambiamento sulla base delle nuove informazioni acquisite; tuttavia, a seconda dell'influenza delle esperienze, potrebbero essere difficili da modificare.

A volte, a causa delle esperienze vissute con il partner o con un familiare, possono verificarsi delle distorsioni di percezione, come avere delle aspettative rispetto alla possibilità che si verifichino alcuni comportamenti nella relazione, avanzare delle doverizzazioni nei confronti del partner o della relazione stessa, e altri ancora.

Alcuni dei fattori che causano difficoltà relazionali sono la scarsa capacità di ascolto e le ridotte capacità di problem solving, e l'incapacità di esprimere i propri pensieri e le proprie emozioni.

Deficit nella comunicazione e nella risoluzione di problemi possono derivare da varie problematiche, come modalità maladattive di socializzazione nella famiglia d'origine o passate esperienze  traumatiche relazionali con conseguente vulnerabilità e intense reazioni cognitive, emotive o comportamentali nelle interazioni con gli altri.

La ricerca ha mostrato come gli individui che hanno scarse abilità comunicative con i partner o con i familiari possano invece manifestare ottime capacità comunicative nelle relazioni relativamente neutrali.   


I problemi relazionali riguardano l’interazione o rapporto che abbiamo con noi stessi, con gli altri e con il mondo. Queste tre relazioni sono interconnesse ed è impossibile evitarle. I problemi relazionali emergono sostanzialmente dalla difficoltà percepita di gestire armonicamente questi aspetti.

Il concetto di relazione rimanda a quello di comunicazione, quindi, generalmente possiamo affermare che i problemi relazionali riguardano anche il comunicare. Noi interagiamo attraverso la nostra persona, verbalmente ma anche non verbalmente (prossemica, gesti, espressioni facciali ecc.). La relazione avviene nel momento in cui reciprocamente inviamo e riceviamo informazioni. Siamo, quindi, immersi in una rete più o meno ampia di significato.

I problemi relazionali nascono e perdurano quando rimaniamo intrappolati in una rete discorsiva che ci blocca in situazioni a volte paradossali. Questo può avvenire in qualsiasi contesto o situazione: nella coppia, in famiglia, nel lavoro, con noi stessi. Il processo d’interazione avviene, infatti, a vari livelli e in modo parallelo.

Come funziona la comunicazione interpersonale? Come agisce questo a livello di sistema? Come è possibile modificare e migliorare tale processo promuovendo benessere e soddisfazione personale?

Queste sono domande che è necessario porsi per agire verso la promozione di un cambiamento. Si agisce, quindi, verso la modifica del sistema relazionale/comunicativo aggiungendo ciò che serve o togliendo ciò che non serve, apprendendo l’arte del comunicare efficacemente.

Altro aspetto fondamentale è rappresentato dalla capacità di sentire e di immedesimarsi nell’altro. Quanto spesso, infatti ci lamentiamo di non essere compresi ma non ci rendiamo conto di non capire per il semplice fatto che siamo concentrati su noi stessi: come se ci guardassimo perennemente di fronte ad uno specchio?

Come posso aiutarti


A volte le persone sviluppano credenze e schemi molto rigidi rispetto ad alcuni argomenti, che con il passare del tempo divengono automatici e risultano essere maladattivi o disfunzionali anche e soprattutto in un contesto relazionale.

Quello che la psicoterapia a orientamento cognitivo comportamentale si propone di fare è accompagnare i pazienti che lamentano difficoltà relazionali a individuare quali siano i propri pensieri, le proprie emozioni e i comportamenti associati ad essi in modo tale da poterne prendere consapevolezza; ciò li aiuterà a comprendere che i pensieri automatici che mettono in atto, di cui fanno fatica a rendersi conto, li destabilizzano a livello emotivo e di conseguenza danneggiano le loro relazioni. Il passaggio successivo consiste in una “ristrutturazione” di questi pensieri  in modo da renderli maggiormente adattivi rispetto al contesto relazionale del paziente.

La terapia fornisce anche degli strumenti validi finalizzati al miglioramento delle capacità di esprimere i propri pensieri ed emozioni, insegnando utili strategie di comunicazione e promuovendo l'empatia verso l'altro, il riconoscimento e la validazione delle emozioni e dei sentimenti dell'interlocutore tramite anche training di assertività, utilizzato come forma di addestramento alle competenze sociali.

Che cosa posso fare per te


Colloqui individuali

Il colloquio cognitivo incoraggia il paziente a riconoscere il legame tra la sofferenza emotiva e l’elaborazione cognitiva consapevole ed esplicita, ovvero tra quello che sente e quello che pensa; a mettere in discussione la validità di questi pensieri, il loro valore e la loro utilità e a elaborarne di nuovi, più veri e soprattutto più utili per fronteggiare le situazioni problematiche.


Trattamento EMDR

La ricerca scientifica sull’EMDR ha stabilito che è un trattamento supportato empiricamente ed evidence based per il trattamento del disturbo post traumatico da stress. Oggi l’EMDR è un approccio efficace, complesso e strutturato che viene inserito all’interno di un piano terapeutico globale e utilizzato per il trattamento di molteplici disturbi della sfera psicologica.


Terapie di gruppo

Il gruppo rappresenta una risorsa ulteriore rispetto alla relazione a due terapeuta - paziente: permette ai partecipanti di osservare e comprendere meglio le proprie modalità relazionali in un contesto più ampio e complesso rispetto alla semplice interazione a due col terapeuta. I partecipanti, supportati dalla presenza del conduttore che coordina le attività, possono sperimentare una situazione che li aiuti ad adottare comportamenti spontanei e ad esprimersi liberamente.


MINDFULNESS

La mindfulness è una pratica di attenzione consapevole, intenzionale, non-giudicante nel momento presente. Jon Kabat-Zinn, che portò la mindfulness nel contesto psicoterapico, dice che per ottenere uno stato di benessere psichico dobbiamo coltivare sette atteggiamenti: non giudizio, pazienza, la “mente del principiante” (essere disposti a guardare ogni cosa come se la vedessimo per la prima volta), fiducia, non cercare risultati, accettazione, lasciare andare, impegno nella pratica e visione di ciò che si desidera per se stessi.

La mindfulness è efficacemente applicata su diverse psicopatologie come depressione, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, post- traumatico da stress, dipendenze, dolore cronico e fibromialgie, solo per citarne alcune.

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