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Disturbi
d'ansia

L'ansia è un'emozione universale che non sarebbe, di per sé, inadeguato provare poiché rappresenta una componente necessaria della risposta dell'organismo allo stress. L'ansia viene considerata patologica quando disturba il funzionamento psichico globale dell'individuo, limitandone le sue capacità di adattamento. L'ansia patologica si manifesta senza alcuna correlazione con apparenti cause esterne scatenanti, ha un'intensità tale da provocare un grado di sofferenza non sopportabile e una durata spesso cronica che può limitare il funzionamento nella vita di tutti i giorni. Tra i disturbi d'ansia troviamo il disturbo da attacchi di panico, la fobia sociale e il disturbo d'ansia generalizzata.


Disturbo d’ansia generalizzato Disturbo da attacchi di panico Fobia sociale

Disturbo da attacchi di panico


Che cos'è?

E' il risultato di catastrofiche interpretazioni di eventi fisici e mentali, erroneamente considerati segni di un imminente disastro quale avere un attacco cardiaco, svenire, soffocare o diventare pazzo.

Ogni stimolo interno o esterno è giudicato minaccioso e produce lo stato d'ansia e i relativi sintomi associati che, se sono interpretati in modo catastrofico, producono un ulteriore aumento del livello dell'ansia intrappolando la persona in un circolo vizioso culminante nell'attacco di panico.

Quando l'attacco di panico è intervenuto ci sono tre fattori che mantengono la situazione e sono:
1. l'attenzione selettiva riguardo alle sensazioni corporee;
2. i comportamenti protettivi associati alla situazione per evitare le conseguenze temute;
3. l'evitamento.


Quali sono i sintomi?

Un attacco di panico è caratterizzato da 4 o più sintomi somatici o cognitivi tra questi: palpitazioni, sudorazione, tremori, dispnea o soffocamento, dolore al petto, nausea, sensazione di sbandamento, paura di perdere il controllo o impazzire, paura di morire, torpore e formicolio, brividi o vampate di calore.

Gli attacchi di panico sono inaspettati e ricorrenti. Dopo il primo attacco di panico è presente una persistente preoccupazione per paura che si manifesti un altro episodio e per timore delle eventuali conseguenze.

Come posso aiutarti


Dopo un'attenta e dettagliata valutazione per comprendere la natura delle interpretazioni catastrofiche, le situazioni temute e la natura dei comportamenti protettivi o di evitamento, e dopo la somministrazione di una batteria di test per misurare la frequenza e soprattutto l'intensità del panico, è necessario individuare qual è il circolo vizioso che caratterizza il paziente e mostrarglielo in modo da renderlo consapevole.

L'idea è che reazioni emotive, sensazioni corporee e pensieri negativi siano tra loro strettamente legati fino a creare una catena di pensieri, che porta sempre a chiudere il circolo con l'idonea interpretazione delle sensazioni fisiche associate all'ansia. Questo è utile per offrire al paziente una spiegazione dell'attacco di panico, come causa delle erronee interpretazioni catastrofiche delle sensazioni corporee.

Lo scopo centrale della terapia cognitiva nell'attacco di panico consiste quindi nella riduzione delle credenze relative alle interpretazioni erronee e nella soppressione dell'evitamento.

Che cosa posso fare per te


Colloqui individuali

Il colloquio cognitivo incoraggia il paziente a riconoscere il legame tra la sofferenza emotiva e l’elaborazione cognitiva consapevole ed esplicita, ovvero tra quello che sente e quello che pensa; a mettere in discussione la validità di questi pensieri, il loro valore e la loro utilità e a elaborarne di nuovi, più veri e soprattutto più utili per fronteggiare le situazioni problematiche.


Trattamento EMDR

La ricerca scientifica sull’EMDR ha stabilito che è un trattamento supportato empiricamente ed evidence based per il trattamento del disturbo post traumatico da stress. Oggi l’EMDR è un approccio efficace, complesso e strutturato che viene inserito all’interno di un piano terapeutico globale e utilizzato per il trattamento di molteplici disturbi della sfera psicologica.


Terapie di gruppo

Il gruppo rappresenta una risorsa ulteriore rispetto alla relazione a due terapeuta - paziente: permette ai partecipanti di osservare e comprendere meglio le proprie modalità relazionali in un contesto più ampio e complesso rispetto alla semplice interazione a due col terapeuta. I partecipanti, supportati dalla presenza del conduttore che coordina le attività, possono sperimentare una situazione che li aiuti ad adottare comportamenti spontanei e ad esprimersi liberamente.


MINDFULNESS

La mindfulness è una pratica di attenzione consapevole, intenzionale, non-giudicante nel momento presente. Jon Kabat-Zinn, che portò la mindfulness nel contesto psicoterapico, dice che per ottenere uno stato di benessere psichico dobbiamo coltivare sette atteggiamenti: non giudizio, pazienza, la “mente del principiante” (essere disposti a guardare ogni cosa come se la vedessimo per la prima volta), fiducia, non cercare risultati, accettazione, lasciare andare, impegno nella pratica e visione di ciò che si desidera per se stessi.

La mindfulness è efficacemente applicata su diverse psicopatologie come depressione, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, post- traumatico da stress, dipendenze, dolore cronico e fibromialgie, solo per citarne alcune.

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