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Depressione
e Disturbi dell'umore

Quante volte ci ritroviamo a pronunciare la frase "Oggi sono proprio giù"? Questi cali d'umore passeggeri sono molto frequenti nel corso della vita. La tristezza però è solo un'emozione, e in quanto tale va vissuta. Quando però l'emozione di tristezza è molto intensa, si prolunga troppo a lungo e niente sembra servire per riequilibrare il tono dell'umore allora parliamo di depressione. La depressione è un disturbo che coinvolge la sfera emotiva, cognitiva e comportamentale influenzando così diversi ambiti della vita di chi ne soffre.


Depressione

Depressione


Che cos'è?

La depressione è un disturbo che coinvolge la componente cognitiva, affettiva, fisiologica, comportamentale e motivazionale dell'individuo, condizionando la vita del paziente in maniera significativa.


Chi soffre di depressione è pervaso da sentimenti di autosvalutazione, si percepisce come debole ed è guidato dalla convinzione che gli altri lo rifiuteranno.


Il mondo viene visto come difficile, complicato e tutte le problematiche sono vissute come irrisolvibili: si riscontra quindi una visione negativa pervasiva e totalizzante.


Infine il paziente depresso è caratterizzato da un forte pessimismo rivolto al futuro che determina sentimenti di demotivazione, portandolo a credere che qualunque sia l'attività in cui si impegnerà (compreso il percorso di psicoterapia) sarà destinato a fallire.


Quali sono i sintomi?

La depressione è caratterizzata da alcuni sintomi di carattere fisico, come la mancanza di energia, i disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), e disturbi dell'appetito (inappetenza o iperfagia).


Vi sono inoltre alcuni sintomi che coinvolgono la personalità del paziente: alcuni di questi sono la bassa autostima, un pervasivo senso di colpa, incapacità di concentrarsi e di prendere delle decisioni e infine la disperazione, che può portare a pensieri suicidari e nel peggiore dei casi al suicidio vero e proprio.


In generale un umore depresso e la perdita di interesse per ciò che prima entusiasmava il paziente sono i sintomi fondamentali per poter fare diagnosi di depressione.


Il disturbo depressivo è costituito da una serie di episodi depressivi, che durano dai 6 agli 11 mesi, hanno remissione spontanea e carattere recidivante; la probabilità però che si ripresenti un episodio depressivo diminuisce nel caso in cui venga trattato con una psicoterapia e, se necessario, farmacologicamente. Se non trattato un episodio depressivo può tendere alla cronicizzazione e portare allo sviluppo di una personalità depressiva.
La depressione non colpisce solo gli adulti, ma altre fasce della popolazione: in particolare i bambini e gli adolescenti, che manifestano il disturbo portando sintomi differenti. I bambini risultano facilmente irritabili, particolarmente ritirati socialmente e lamentano dolori fisici e problematiche somatiche.
Il disturbo depressivo negli adolescenti è caratterizzato da ipersonnia, rallentamento psicomotorio e temi deliranti.
Un capitolo a parte va dedicato alla depressione post partum, che colpisce le neo mamme circa 4 settimane dopo il parto e si manifesta con pensieri ossessivi di poter fare del male al bambino, ansia, pianto, insonnia e idee deliranti sul bambino.

Come posso aiutarti


Tutte le persone che soffrono di depressione tendono a interpretare gli eventi in modo negativo. Questo modo negativo viene definito “disfunzionale”. I pensieri disfunzionali sono controproducenti, irrealistici e rigidi, quindi invece di aiutare la persona ad affrontare al meglio l'evento o la situazione problematica, la fanno star male.


Tali pensieri negativi o “disfunzionali” su di sé, sul mondo e sul futuro si sono formati a partire dalle prime esperienze infantili e si sono consolidate negli anni successivi, per cui sono diventati così abituali da essere automatici e inconsapevoli. La persona non si accorge di pensare in modo disfunzionale, ma se si trova di fronte a una situazione stressante tali pensieri negativi affiorano, prendono il sopravvento e la persona non è più in grado di valutare obiettivamente la situazione e di reagire ad essa.


I pensieri negativi su di sé, sul mondo e sul futuro sostengono e aggravano la depressione, fanno sembrare ogni cosa senza scopo e pertanto portano alla riduzione di ogni attività, per cui si sviluppa il circolo vizioso della depressione.


La terapia cognitivo – comportamentale aiuta il paziente ad osservare ed essere consapevole dei suoi pensieri negativi o disfunzionali, a rivalutare se sono così veri come egli crede, o se è possibile sostituirli con pensieri più funzionali.


I pensieri funzionali sono di solito realistici, costruttivi e flessibili, e aiutano la persona a stare bene anche in situazioni difficili. Infatti, grazie a tali pensieri la persona riesce a padroneggiare i problemi e le situazioni che prima considerava insuperabili e quindi vive con minor difficoltà e più serenamente.

Che cosa posso fare per te


Colloqui individuali

Il colloquio cognitivo incoraggia il paziente a riconoscere il legame tra la sofferenza emotiva e l’elaborazione cognitiva consapevole ed esplicita, ovvero tra quello che sente e quello che pensa; a mettere in discussione la validità di questi pensieri, il loro valore e la loro utilità e a elaborarne di nuovi, più veri e soprattutto più utili per fronteggiare le situazioni problematiche.


Trattamento EMDR

La ricerca scientifica sull’EMDR ha stabilito che è un trattamento supportato empiricamente ed evidence based per il trattamento del disturbo post traumatico da stress. Oggi l’EMDR è un approccio efficace, complesso e strutturato che viene inserito all’interno di un piano terapeutico globale e utilizzato per il trattamento di molteplici disturbi della sfera psicologica.


Terapie di gruppo

Il gruppo rappresenta una risorsa ulteriore rispetto alla relazione a due terapeuta - paziente: permette ai partecipanti di osservare e comprendere meglio le proprie modalità relazionali in un contesto più ampio e complesso rispetto alla semplice interazione a due col terapeuta. I partecipanti, supportati dalla presenza del conduttore che coordina le attività, possono sperimentare una situazione che li aiuti ad adottare comportamenti spontanei e ad esprimersi liberamente.


MINDFULNESS

La mindfulness è una pratica di attenzione consapevole, intenzionale, non-giudicante nel momento presente. Jon Kabat-Zinn, che portò la mindfulness nel contesto psicoterapico, dice che per ottenere uno stato di benessere psichico dobbiamo coltivare sette atteggiamenti: non giudizio, pazienza, la “mente del principiante” (essere disposti a guardare ogni cosa come se la vedessimo per la prima volta), fiducia, non cercare risultati, accettazione, lasciare andare, impegno nella pratica e visione di ciò che si desidera per se stessi.

La mindfulness è efficacemente applicata su diverse psicopatologie come depressione, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo-compulsivo, post- traumatico da stress, dipendenze, dolore cronico e fibromialgie, solo per citarne alcune.

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